SINDACATI PENITENZIARI MANIFESTANO DAVANTI REGIONE: “NO AD ALTRO SCIPPO, RIVOGLIAMO PROVVEDITORATO IN ABRUZZO”

L’AQUILA – Si sono ritrovati puntualmente dinanzi il Palazzo della Regione all’Aquila i rappresentanti dei sindacati penitenziari abruzzesi del Sappe, Osapp, UIL PA Polizia Penitenziaria, Uspp, CISL Fns, CGIL FP e Cnpp e all’unisono gridare lo slogan “No ad un altro scippo. Rivogliamo il provveditorato a Pescara”.

Ad accompagnare nella manifestazione le organizzazioni sindacali di categoria questa mattina c’era il senatore del PD Michele Fina il quale da subito si è mostrato vicino all’ esigenza delle donne e degli uomini dei Baschi blu penitenziari di non vedersi sottoposti all’ennesimo scippo da parte del Ministero della Giustizia e per la cui vertenza nei giorni scorsi ha interrogato il Ministro Nordio.

“Giusta la battaglia sindacale, la sede deve essere Pescara”. Ha dichiarato il senatore abruzzese.

“Nel capoluogo adriatico è presente una sede del PRAP (Provveditorato regionale dell’amministrazione penitenziaria) recentemente ristrutturata e che ha accolto, fino alla chiusura del Prap Abruzzo, gli uffici del provveditorato. La protesta portata avanti dai sindacati è doverosa. Sarebbe iniquo e irrazionale che la sede del Provveditorato dell’amministrazione penitenziaria Abruzzo-Molise-Umbria non sia collocata a Pescara”, ha detto il Segretario generale UIL PA PP Abruzzo, Ruggero Di Giovanni.

“Per questo motivo ho depositato un’interrogazione al ministro della Giustizia, Carlo Nordio, sull’argomento ed è giusto adesso che anche la Regione Abruzzo e il suo presidente intervengano per incidere, come chiedono i sindacati”.

“La ragione le OO.SS. ce l’hanno tutta – ha aggiunto – anche perché la Regione Abruzzo ha 8 istituti penitenziari rispetto alle regioni Umbria e Molise che hanno rispettivamente 4 e 3 istituti ciascuno, oltre ad avere personale di polizia penitenziaria che è oltre le 1.000 unità di personale rispetto all’Umbria che ha circa 700 unità di personale e il Molise che ne ha circa 250. Per l’assenza di centralità, la difficoltà di raggiungere Perugia è molta dal punto di vista sia orografico che per la consistenza numerica degli agenti e ciò reca grave pregiudizio alle regioni Abruzzo e Molise per raggiungere la sede di Perugia”.

 

Secondo Di Giovanni quello che si starebbe perpetrando ai danni degli operatori penitenziari abruzzesi e molisani, oltre a rappresentare un’autentico scippo, andrebbe in contraddizione con le politiche di revisione della spesa pubblica.

Stando quindi al dirigente della UIL un’eventualità del genere allontanerebbe il centro di comando degli 11 penitenziari abruzzesi e molisani con tutto ciò che ne conseguirebbe in termini di logistica ed economicità.

Di Giovanni si mostra comunque possibilista sul fatto che il Ministero possa cambiare impostazione sul tema. Secondo il sindacalista abruzzese, infatti, un primo segnale è già giunto grazie a una nota proveniente dal Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria nella quale si evidenzia il fatto che la scelta della sede non è un atto definitivo ma andrà discusso con le parti sociali. Insomma da quello che sembra una finestra è stata aperta.

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